Santuario della Madonna di San Luca

San Luca non è solo il portico più lungo del mondo. San Lòcca, come si dice in dialetto, è un santuario che dall’alto del Colle della Guardia veglia su Bologna.

Per chi torna a casa dopo un viaggio, San Luca è dapprima un puntino, poi un cupolone, poi la solita chiesa di sempre… Vedere San Luca significa inevitabilmente tornare a casa, indica che il viaggio è davvero finito.

E san Luca mantiene anche quell’aura religiosa di devozione che fa dire ad ogni Bolognese in difficoltà: “Se questa volta ce la faccio, giuro che vado a san Luca a piedi”. E se poi ce la fa, ci deve andare veramente, perché un voto fatto a san Luca va rispettato!

 

SAN LUCA

STORIA O LEGGENDA?

Tutto ha inizio nel XII secolo, allorché un pellegrino arriva da Costantinopoli nella rossa Bologna. Reca con sé un’icona, dipinta dalla mano dell’evangelista Luca, raffigurante una Madonna con bambino. L’ordine ingiunto dai chierici bizantini al pellegrino Teocle era quello di fermarsi alla “Guardia”… proprio il nome del colle su cui oggi sorge il santuario. Teocle consegna l’icona al vescovo Gerardo Grassi, il quale lo affida a due eremite che vivono in cima al colle della Guardia, Beatrice e Azzolina Guezi. Mentre la leggenda intorno all’icona della Vergine continua ad attirare i viandanti, la piccola chiesetta sul colle della Guardia viene allargata.

 

 

La processione della Madonna di San Luca

 

MIRACOLO!

Nel 1433 si verificò un evento che i Bolognesi non esitarono a chiamare miracolo. La primavera e l’inizio dell’estate avevano visto piogge torrenziali, con danni ingenti a case e raccolti. Il giureconsulto propose allora di chiedere la grazia alla Vergine di san Luca, e non appena la Vergine entrò nel centro città a porta Saragozza… la pioggia si fermò. Da allora, ogni anno l’icona viene portata nella Cattedrale di san Pietro dove rimane per qualche settimana. La processione che segue la Madonna è sempre molto partecipata e mostra un lato di Bologna antico, dalle forti radici.

 

Portici di San Luca, Bologna

 

UN LAVORO DI GRUPPO

A metà del ‘600 si decide di costruire un portico coperto per scortare i pellegrini dalla città al santuario. I Bolognesi inventano un modo tutto particolare di procedere: il passamano. L’idea è semplice: quando si costruisce una nuova arcata, vengono disposte molte persone sotto il portico per passarsi di mano in mano il materiale. Un mattone alla volta, un secchio alla volta. E così, dopo anni di lavoro, si costruì il portico più lungo del mondo: 666 arcate.

 

Serpente San Luca, Bologna

 

IL SERPENTE SCHIACCIATO

Anche nella costruzione del portico si fece sentire una certa simbologia. Il portico, lungo più di tre kilometri e mezzo, inizia in piano e a partire dall’arco del Meloncello si inerpica su per una lunga salita. Lungo questa salita effettua varie curve, che gli danno la parvenza di un serpente. Il significato allegorico infatti è quello della purificazione: come il serpente viene schiacciato dall’uomo nel Paradiso terrestre, così le 666 arcate di portico vengono interrotte dall’azione benefattrice di Maria.

 

PERCHÉ BISOGNA ASSOLUTAMENTE ANDARCI

 

Al di là dei significati religiosi, San Luca è davvero un luogo di purificazione. Chiedete a coloro che fanno jogging fino a lassù, chiedete agli amici che ci vanno per poter passare un po’ di tempo assieme, chiedete a chi ci va da solo perché ha bisogno di fare i conti con se stesso… Arrivare al santuario di san Luca con il fiatone per la salita fa sentire veramente bene. Non foss’altro che per il panorama mozzafiato.

 

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