Le Due Torri

Sono il simbolo di Bologna per eccellenza. Svettanti, rosse di un rosso unico, situate lungo la via Emilia e, diciamolo, entrambe alquanto storte. Dominano imperiose il viavai del centro, si stagliano in alto all’estremità di via Rizzoli. Sono le Due Torri.

 

LE DUE TORRI

Le due torri furono costruite all’inizio del XII secolo, negli anni tra il 1109 e il 1119. Entrambe erano alte una sessantina di metri: quindi inizialmente le due torri erano alte uguali! La Garisenda venne edificata dai Garisendi, un’importante famiglia di cambiatori – cioè coloro che cambiavano le monete straniere in bolognini. Meno notizie abbiamo sugli Asinelli: non sappiamo nemmeno se siano stati loro a edificare la torre degli Asinelli, o se l’abbiano acquistata alla fine del XII secolo.

Scale interne Torre degli Asinelli

 

CAPITOZZIAMOLA!

La Garisenda subì un cedimento: le fondamenta sistemate su falde acquifere non ressero e la torre cominciò a pendere vistosamente (come la vediamo oggi). Pertanto decisero di “capitozzarla”, cioè di mozzare la parte alta. Da 60 metri fu portata ai 48 di oggi. La pendenza della torre Garisenda ispirò Dante, che nella Divina Commedia la paragonò ad Anteo – come recita la lapide sulla torre stessa.

 

ALZIAMO L’ALTRA!

Come la Garisenda era stata capitozzata, così si decise di alzare la torre degli Asinelli: fu portata ai 97 metri attuali. Addirittura si dice che sia arrivata a 120 metri (le mura spesse lo consentirebbero) e in seguito sia stata capitozzata. Certo è che, fino a pochi anni fa, è stata l’edificio più alto di tutta Bologna. Nel 2011 è stata superata dal grattacielo Unipol in via Larga.

 

UNIAMOLE!

Nella seconda metà del Trecento, i milanesi Visconti dominarono Bologna per un breve periodo. Decisero di unire l’Asinelli alla Garisenda tramite una passerella in legno. In questo modo potevano avere una visuale completa sulle trafficate e riottose vie del centro. Inoltre i Visconti, in quanto dominatori stranieri, erano piuttosto invisi ai cittadini Bolognesi: per questo motivo erano molto convinti a tenere la città sotto controllo. E infatti, non si sa bene in quali circostanze, la passerella di legno fu incendiata a fine Trecento.

 

National Archive, Washington, in copia dal fondo Gastone Mazzanti, Istituto Parri, Bologna.

 

LE NUMEROSE SFORTUNE DELLE TORRI

Il cedimento della Garisenda non fu l’unica disgrazia ad abbattersi sulle due torri. Nel corso dei secoli si abbatterono sulle torri numerosi incendi, che spesso ne bruciavano le scale interne. Oltre agli incendi, all’inizio del Cinquecento un colpo di cannone colpì la torre degli Asinelli. Non fu un attacco bellico: molto probabilmente fu un errore umano. Infine, l’Asinelli ha attirato molti fulmini nel corso della sua storia. Fortunatamente dall’Ottocento è stato posto un parafulmine in cima alla torre.

 

Baruffi Giuseppe (Bologna, 1875 – 1945) – Olio su tela

 

LE CINQUE TORRI

Se fossimo nati nella Bologna di inizio Novecento, avremmo fatto una passeggiata in Piazza delle Cinque Torri. Ebbene sì! In prossimità di Asinelli e Garisenda, sorgevano altre tre torri: Artenisi, Riccadonna e Guidozagni. Tra il 1917 e il 1919 vennero abbattute su decisione del Comune, sia per esigenze di spazio sia per le pessime condizioni delle tre torri. A nulla valsero le proteste di cittadini, artisti e architetti illustri. È un gran peccato! Quanto sarebbe bello perdersi in un boschetto di torri medievali?

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