Zona Lame: Il volto contemporaneo di Bologna

Bologna non è solo torri e portici medievali ma ha anche una marcata propensione verso le tendenze più innovatrici in campo artistico e culturale e se c’è una zona dove questa sua natura si manifesta apertamente è il quartiere Lame. Questa porzione del centro storico, compresa grosso modo tra via Lame, via Riva di Reno e via Galliera è frutto del piano regolatore del 1889 che intendeva rinnovare la struttura urbanistica della città sul modello dei boulevard parigini. Il piano prevedeva in particolare l’apertura di un asse stradale che collegasse porta Lame e porta San Donato (le attuali via Minzoni, via dei Mille e via Irnerio), la costruzione del secondo tratto dell’attuale via Marconi e l’apertura di una nuova piazza su cui dovevano confluire le due nuove arterie stradali, quella che è oggi  piazza dei Martiri.

 

Una buona parte di questa zona è occupata dalla Manifattura delle Arti, vera e propria cittadella delle arti e della cultura di quasi 1000.000 mq che comprende musei, cinema, parchi e aule didattiche. Si tratta del luogo che maggiormente rappresenta la forte vocazione di Bologna per le arti contemporanea e l’innovazione culturale e per questo motivo si tratta di una delle migliori zone di Bologna da esplorare e frequentare, sia per navigati cinefili e appassionati d’arte, sia per curiosi esploratori della scena culturale contemporanea e frequentatori di eventi mondani.

Un tempo sede del porto fluviale di Bologna, quest’area fu per secoli il cuore mercantile della città per diventare successivamente polo proto-industriale, con la costruzione del macello comunale, la manifattura di tabacchi, la fabbrica della carta e il forno del pane. 

 

L’attuale Manifattura delle Arti è frutto dei lavori di riqualificazione realizzati dal 1996 al 2003 con impegno congiunto del Comune e dell’Ateneo di Bologna, che vide gli antichi stabili industriali ormai in disuso ristrutturati e riadibiti a nuovi usi.

L’ex-manifattura dei tabacchi è oggi sede della Cineteca bolognese, una delle principali in Europa, che organizza tra le altre cose la rassegna del Cinema Ritrovato, grazie alla quale Piazza Maggiore si trasforma durante i mesi estivi in un cinema sotto le stelle.

 

Gli spazi dell’ex macello cittadino, costruito nel 1883 e rimasto in vigore fino agli anni ’70, ospita invece il Cinema Lumière, punto di riferimento per tutti gli amanti della settima arte, e alcuni locali gestiti dell’Università di Bologna, tra cui i laboratori del Dams. 

 


 

 

Negli spazi dell’ex forno del pane, fatto costruito nel 1915 dal Sindaco Francesco Zanardi per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento durante la prima guerra mondiale, si trova invece il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, che ripercorre la storia dell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi, e che affianca alla collezione permanente importanti mostre monografiche temporanee su artisti della scena italiana e straniera.

 

Parte della Manifattura delle Arti è anche il Parco del Cavaticcio, il quale occupa il luogo dove un tempo si trovava il vecchio porto fluviale di Bologna, oggi location di concerti e rassegne musicali che animano le serate bolognesi. La denominazione è legata al canale Cavaticcio, derivato da quello del Reno, che qui faceva un salto di ben 15 metri, sfruttato come fonte di energia dalle fabbriche e dai mulini della zona.

Nella stessa area si trova l’edificio della vecchia Salara, antico magazzino utilizzato come deposito di sale costruito nel XVIII sulla sponda sinistra del porto fluviale che ospita oggi il circolo arci-gay Cassero (qui trasferito dall’originaria sede in Porta Saragozza). 

 


Completa l’area il parco 11 Settembre, ricavato dagli spazi della ex Manifattura Tabacchi, il cui nome è stato scelto per ricordare gli attentati terroristici che nel 2001 negli Stati Uniti.

 

Il quartiere Lame, in cui i luoghi di ricerca artistica e sperimentazione culturale hanno trovato sede nel cuore protoindustriale urbano, è la dimostrazione evidente della continuità esistente a Bologna tra passato e presente e della sua capacità di affacciarsi sulla scena contemporanea tenendosi ben ancorata alle proprie radici storiche.

 

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