Queen Of Saba: in equilibrio tra razionale e irrazionale (o almeno ci si prova)

All’epoca studiavo arabo ebraico, in particolare stavo studiando il Cantico dei Cantici e c’era questa figura, la Regina di Saba, particolarmente affascinante, soprattutto nel suo simbolismo esoterico e nel suo incontro con il razionale” così Sara Santi ci racconta della genesi del nome Queen Of Saba, duo che compone insieme a Lorenzo Battistel, e ci spiega come nel loro nome sia racchiusa una continua ricerca di equilibrio tra razionale e irrazionale, caos ed ordine. “La coincidenza assurda è che mettendo insieme le prime sillabe dei nostri cognomi esce fuori SABA, quindi torna tutto.

I due si conoscono nel 2016 e iniziano a collaborare musicalmente nel 2019. Lorenzo inizia a scrivere musica elettronica al computer ispirandosi ai Fat Freddy’s Drop e proviene dalla scena reggae e ska veneziana. È un percussionista ed è appassionato di musica latino americana e africana. Sara nasce in una famiglia di musicisti classici, sviluppa presto una passione per il blues e per il jazz e si avvicina alla musica reggae e al cantautorato italiano grazie al confronto con dei musicisti di strada con la quale suonava.

Quando facciamo musica insieme si nota che veniamo da mondi diversi, ma siamo anche molto aperti mentalmente, mettiamo insieme tutte le influenze” ci dicono, e infatti il loro primo disco Fatamorgana, uscito nel 2021, è un vero e proprio melting pot di stili e influenze musicali, dall’elettronica al funk, passando per il soul e l’R&B. “L’album in realtà non nasce come album – ci racconta Lorenzo-  nasce come vari singoli raccolti insieme in un secondo momento.” Interessante è ascoltare il viaggio musicale che si è venuto a creare, suggestivo e ricco di sfumature “parte molto carico e gasato per poi terminare in atmosfere più intime, con una parte più introspettiva. Ci sentiamo a nostro agio nella fluidità di genere anche nella musica, ci sentiamo liberi di fare quello che vogliamo. Abbiamo voglia di fare una cosa tamarrissima, la facciamo (come ad esempio è successo con Lingua in Fiamme, l’ultimo singolo), abbiamo voglia di qualcosa di più intimo e lo facciamo.

Fluidità di genere e libertà di non definirsi sono due concetti cari alla band, lo ribadisce anche Sara, “quello che scriviamo non è mai frutto di troppa pianificazione, nel momento in cui qualcosa ci ispira lo facciamo e diventa poi una rivendicazione. Ci teniamo a legare il discorso della fluidità di genere generale alla musica e ribadire l’idea che il binarismo sia un costrutto sociale che bisogna sradicare, così come bisognerebbe eliminare le etichette che ci sono imposte dalla società. Questo discorso è particolarmente importante anche nella musica, perché in un sistema che si basa su mood, playlist, “oggi ascolti solo questo”, pensiamo che per un artista rivolgersi solo aquella che è la sua nicchia perché glielo chiede la casa discografica, perché glielo chiede il pubblico, è un impoverimento incredibile, noi non ne saremmo capaci. Essere fluidi rispecchia sia una nostra sensibilità musicale, che personale”.

I Queen Of Saba non si limitano solo alla carriera di musicisti; dalla voglia di collettività e di sostegno reciproco, dopo il primo lockdown fondano l’etichetta discografica indipendente La Colletta Dischi, “è stato un modo per mettere insieme gruppi di amici, avevamo una sorta di collettivo e abbiamo deciso di provare a rimetterci in piedi tutti insieme dandoci una mano. Tutti hanno messo a disposizione degli altri le proprie capacità e ci siamo messi insieme a collaborare”.

Al momento sono in tour con Panico Concerti (prossime date 22 luglio Apolide Festival a Vialfrè in apertura a Cosmo, 30 luglio Revolution Camp a Tarquinia, 13 agosto Alcart Festival ad Alcamo, 27 agosto Musica Libera Tutti ad Arcade, 4 settembre a Marina Romea) e hanno suonato per la prima volta in assoluto a Bologna al Bonsai Garden, “siamo molto felici di essere qua perché Bologna era una delle città che ci tenevamo a toccare, è nota per essere un posto particolarmente attivo e queer, pensiamo sia abbastanza il nostro ambiente.”

I Queen Of Saba hanno molto da dire, che sia in un disco o su un palco. Con la loro energia e spontaneità sono riusciti a conquistare pian piano la fiducia del pubblico bolognese che, durante il loro concerto, canzone dopo canzone, li ha accompagnati in danze liberatori e cori collettivi. Noi siamo sicuri che questo sia un duo da tenere d’occhio e speriamo di rivederli presto in giro!

Condividi!

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp